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domenica 26 aprile 2020

La multa


L'autobus arrivato all'altezza dell'Y sta per curvare a sinistra in via lenzoni, quando mi accorgo di non avere preso lo zaino. Sono le 7, non faccio in tempo a prendere il treno delle 7:13 perché devo passare da casa. Chiedo all'autista di farmi i scendere. Lui apre le porte. Sono fuori, L'autista ha imboccato la curva e sta per fare manovra,  ma ho lasciato su la maglia. Busso e con forza sulla carrozzeria del mezzo, cerco di attirare l'attenzione dei Passeggeri che siedono accanto e dietro l'autista. Mimo loro che ho lasciato la maglia. L'autista si ferma e mi getta la maglia dal finestrino.

Mi in cammino verso casa. Ho tempo sufficiente per prendere l'altro treno, ai piedi ho i pattini.

Prendo lo zaino, una o due penne, metto dentro il quadernone e sono all'università. In classe sono accanto a un ragazzo. Ne arriva un altro e il posto a sedere si restringe.

Sono seduta sulla panca con la gamba sinistra fuori dalla seduta e appoggiata a terra.

L'insegnante chiede se abbiamo fatto il saggio. Il ragazzo accanto a me lo consegna. Io ho dimenticato di farlo. L'insegnante non può fare a meno di farmi una multa.

Tornata a casa e sfogliando il quadernone, mi rendo conto che il lavoro lo avevo fatto: una poesia scritta col pennarello rosso. Me ne ero completamente dimenticata a scuola, aprendo e chiudenso il quaderno ad anelli che cercavo di mettere a posto, allineando al bordo superiore alcune pagine di un quaderno piccolo con sopra scritta una composizione con nome: ....

Cerco il numero di telefono di Francesco, il ragazzo che studia con me, per dirglielo. Trovo anche il suo profilo su Facebook.

Dimentico tutto: programmi, orari. Non porto i libri giusti a lezione perché lavoro e frequento ancora l'ultimo anno delle superiori.

Albergo: sul tavolo illuminato Cerco di scrivere questo episodio sotto firma di racconto;  ne scrivo due righe, spengo la luce. 

Mi allontano per fare pipì. C'e un uomo in mezzo alla sala. Abbasso i pantaloni, faccio pipì. Li tiro su in malo modo e di fretta, il cavallo mi arriva alle ginocchia. Tiro giù la maglia e vado nella sala, all'ingresso per vedere se ritrovo la bottiglia di vino rosso che tenevo in mano quando sono entrata.

26 aprile 2020


giovedì 2 aprile 2020

Cristalli di ghiaccio


Scoppia un temporale, forte raffiche di vento spazzolano via la grande terrazza. Vola via l'ombrellone che si va a incastrare negli spazi della ringhiera. Corro fuori per tentare di riprenderlo, ma il vento lo spinge contro la ringhiera senza farlo cadere, è come vi fosse appiccicato. Non abbiamo neppure tolto le sedie.

Piovono grossi cristalli di ghiaccio, dei prismi lunghi dai 5 ai 10 cm di lunghezza. Cerco di riordinare le cose e in un certo modo ma devo continuamente aggiustare le cose.

2 aprile 2020


©️ Marzia Pasticcini

mercoledì 1 aprile 2020

Levitare sul crinale sospeso

Il crinale si estende all'orizzonte. Vedo il paesaggio lontano, bellissimo e illuminato. Lo percorro come su una trave con le braccia aperte in equilibrio, come se fossi su un filo teso con il vuoto laterale.

È una strada sospesa, a sinistra e a destra il vuoto, strada sterrata, ciuffi d'erba, sassi, una piccola scarpata e poi il vuoto e il cielo blu.

Perdo l'equilibrio e cado, rimanendo però sempre in piedi sui sassi verso sinistra. Ma facendo dei piccoli balzi in punta di piedi, riesco a sollevarmi un po', come i palloncini che, se colpiti, si muovono verso l'alto invece di cadere a terra.

1 Aprile 2020