Cookies' Blog

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sabato 17 gennaio 2026

Frammenti vari 17 gennaio 2026


Ospite inatteso 

Sono in una cucina molto grande e sto lavando ad un lavabo di pietra molto profondo; lo risciacquo e noto al tatto e con disagio che sul fondo è rimasta incollata una sostanza gelatinosa, si direbbero alghe sfatte. Faccio scorrere l'acqua, ma i resti sono difficili da mandare via del tutto, resta ancora della gelatina verdognola sul fondo e sulle pareti. 

In quel mentre in  casa mia è arrivata Silvia Manganelli che non ho potuto salutare poiché impegnata in questo lavoro; me ne rendo conto.  Mi volto più volte a guardarla, senza salutarle, mentre sto riordinando la cucina con una certa ansia e lei sta parlando con altri che sono in casa e che l'hanno accolta con sorrisi, facendosi porgere il cappotto,

sensazione di fastidio al contatto di questa sostanza gelatinosa, disagio purché impreparata per un ospite inatteso.


Il capannone dell'usato 

Andrea ha comprato un paio di scarpe usate di colore beige.  Mi porta con sé a ritirarle. Appena arrivati sembra di essere in un capannone dismesso ad uso raccolta di cincaglierie,  abiti e oggetti usati. 

Una scatola di cartone con vari oggetti tra cui alcuni i libri attira la mia attenzione perché sono molto curiosa. Vorrei prendere qualcosa, i libri soprattutto, però mi limito a guardarli, maneggiarli e rimetterli a posto.

Al di sotto di uno scaffale, proprio sotto il bordo è  fissato un oggetto rettangolare, potrebbe essere un iPad o un telefono. Andrea mi dissuade dal prenderlo perché la contrattazione e la prenotazione sono già state attivate,  da qualcun altro, il prezzo fissato e la transazione effettuata. Fuori c'è molta gente che sta facendo la fila per poter entrare nel capannone. 


La casa povera

Sulla soglia della porta d'ingresso  di una casa al pian terreno, sono impilati e piegati panni, per lo più intimo: magliette e mutande che formano delle torrette di indumenti che quasi impediscono l'accesso alla casa.

Apriamo la porta, scavalcando la pila dei panni che poi ritiro e porto dentro la casa. Li ripongo in un paniere di plastica rosa che ricorda il panierino della scuola materna dove ci si metteva il pranzo.

Nell'angolo In fondo alla grande e unica stanza antistante la porta d'ingresso, è seduta sul pavimento, a gambe divaricate, una bambina piccola. Usando il diminutivo e il vezzeggiativo le chiedo: "dove li metto questi pannini? Perché nel guardarmi intorno, vedo che la casa è povera e non ci sono mobili contenitori.


Il ballo delle zie

Sono seduta con Andrea sul divano quando arrivano due donne con indosso vestiti da sera un po' strani e stravaganti dalla gonna molto svasata. Mi alzo e vado verso di loro e facciamo un balletto anch'io con indosso un abito dalla gonna svasato.  Credo siano le sue zie da giovani.

Sabato 17 gennaio 2026

©️ Marzia Pasticcini

giovedì 15 gennaio 2026

Immagini oniriche e sentimenti

Vertigine

Dalla finestra spalancata lascio cadere due rotoli di carta che ricordano  i rulli di carta da calcolatrice. Rotolano giù svolgendosi. Lo faccio per provocazione nei confronti dei passanti. Mi sporgo un po' per vederne l'effetto dello srolotamento, ma non oltre il bordo del davanzale perché presa da una forte sensazione di vertigine.

Raggiunto il fondo sento che ie strisce di carta sono impigliate come se qualcuno le trattenesse.

Sentimenti: curiosità, vertigine, paura, preoccupazione.

lunedi 12 gennaio 2026


Apprensione 

Sul bordo del tavolo di cucina proprio sul bordo vedo seduta in posizione precaria una bambina piccolissima di pochi mesi delle dimensioni di una bambola, nuda e dalla pelle rosa pallido.

Preoccupata e in apprensione che possa cadere, le corro incontro ma non faccio in tempo. La vedo volare giù e cadere di schiena senza udire alcun rumore come fosse di gomma.

La rscvolfo da terra facendo scivolare la mano sinistra sotto la schiena e la testina tenendola sull'avambraccio, un bambolotto di gomma di poco meno di trenta o quaranta centimetri.

Sppraggounge il padre, tranquillo e  sorridente le pone una mano sulla pancina: "passerottina  che c'è?" le dice. 

La bimba è calma, calda e morbida al tatto.  pare non si sia fatta nella,  sembra proprio un bambolotto di tenera gomma.

martedì 13 gennaio 2026

mercoledì 14 gennaio 2026

GATTO SELVATICO

Cammino per strada rasente un muretto dietro cui si nasconde un gatto selvatico. Da sopra al muretto vedo spuntare una zampina che allunga per potermi toccare.

Cerca di afferrarmi con gli unghioli; mi si attacca ai vestiti, alle mani. Mi afferra al polso senza mordere e non mi lascia andare. Poi la stretta si fa più forte. Sento sulla pelle la punta dei canini che stanno per penetrare nella carne. Preoccupata lo scuoto via. Con un balzo scende a terra e si attacca al bordo della coperta che tengo in braccio, p0i scende giù 

Attraverso un confine, è il retro di un locale non so se sia un ristorante, è dove tengono i panni tesi e su un ripiano ci sono i miei cencini bagnasciuga in microfibra colorati, così me li riprendo. Loro, i proprietari del locale, me lo lasciano fare.  Ho anche una sveglia e la coperta.

Scendo un gradino e mi ritrovo in strada. Dietro le macchine parcheggiate vedo alcune bancarelle di un mercatino. Sono senza soldi e in mano ho tutta  questa roba ingombrante. Sulla prima bancarella vedo esposti piccoli oggetti,  cinchaglierie da piccolo antiquariato: una vecchia confezione di profumo Opim di Yves Saint Lauent, ma è  un'imitazione anche se la scatola rossa e dorata sembra autentica.

La venditrice mi mette a disposizione varie boccettine mignon di profumi. e mi chiede se voglio la carta fedeltà, al che imi rendo conto che non ho soldi, allora me ne vado e ritorno sul muretto. Il  gatto esce fuori di nuovo con la zampina e poi salta giù dal muretto e balza giù a terra aggrappandosi a un angolo della coperta che tiro via di scatto, coperta e gatto.

Non so per Per quale motivo mi si è messa a pulire il bordo del muretto con una spazzola o una scopa. In qyel mentre passa un tipo che forse lavora al ristorante e dice: "mi sta sui coglioni questo gatto! ". Il gatto mi afferra il polso fra i denti senza farmi male e non mi vol mollare e poi comincia a dare morsettini piccoli piccoli fino a che incomincia a farsi sentire i suoi denti e lo scuoto dico basta!

È già buio, penso ad un angolo di casa mia ad alcuni oggetti di culto di colore rosso e una candela nera per evocare la notte e la germinazi9ne delle piante. Sono fiorite due piante una bianca e una che non tenevo nel vaso ma aveva già le radici ben fatte ma non trovo un vaso dove piantarla. 

Alla base il gelsomino è completamente vuoto c'è un gambo completamente spoglito però ha germogli nuovi. Non so perché ma il gambo è completamente spoglio, senza una foglia e non è di legno normale del gelsomino, ma è di un verde dall'aspetto gommoso intrecciato a torciglione sembra una colonna avvolta su sé stessa di gomma.

Di fronte alla vetrina di un locale una mia collega tira fuori un tablet per mostrarmi un video di qualcosa che è successo, Sono fuori con Andrea c'è una selva di persone e Andrea è impaziente, se ne vuole andare. Non ne può più. Insiste a chiamarmi  e non mi dà il tempo di parlare con le persone.

Ci salutiamo, mentre lei volta le spalle e si dirige verso il locale, io, in preda all'ansia e indispettita, con passo veloce, raggiungo Andrea che nel frattempo si è allontanato senza aspettarmi. Ma non appena lo affianco, sento qualcosa di pesante e ingombrante nella tasca sinistra del soprabito: il tablet... 

Senza aggiungere altro, né chiarire ciò che è successo, giro i tacchi aggiungendo un semplice "Aspetta un attimo!" a gran passi raggiungo la tipa  e le restituisco il tablet. Lui è ancora più arrabbiato. È ancora l' eco dei suoi richiami nelle orecchie. 

Tornata indietro,  lui non c'è più, non mi ha aspettato. Cammino da sola lungo una strada buia di notte.  Passo davanti a un locale sulla mia sinistra, supero un tavolino da bar dove siedono tipi poco raccomandabili. Proseguo dritto a passo svelto, lo sguardo a terra in preda a sensazioni di solitudine e abbandono per mancanza di rispetto nei miei confronti e sentimenti: ho bisogno di tempo per parlare e comunicare con le persone.

Mercoledì 14 gennaio 2026

©️ Marzia Pasticcini 

mercoledì 7 gennaio 2026

Decamerone

Eva Fossi mi avvisa che il mio nome è scritto su tutto il Decamerone.

Devo provvedere a cancellarlo e per questo devo chiamare Sandra Landi e Tommaso Matteini perché non ho la password.

Mercoledì 7 gennaio 2026

©️ Marzia Pasticcini 

martedì 6 gennaio 2026

Falso risveglio in casa mia

Sono sveglia in camera mia, mi guardo attorno, Andrea è ancora a letto, Vedo tutti gli oggetti e i mobili, però so di essere in Puglia. Sono sveglia, ne sono sicura. Mi sposto nel salotto di casa mia, prendo le cose che devo portare via. Anche se sono in casa mia e vedo i  mobili, le stanze e tutti gli oggetti familiari, so di essere in Puglia.

Gli autobus stanno per partire e mi mancano solo alcune cose da mettere nei bagagli prima della partenza. Cerco le camice che ho appena comprato; una rosa, una azzurra ed altre che erano in una borsina di plastica.

I bus sono pronti per partire e molte ragazze che erano in gita sono già salite a bordo e siedono comodamente. Il portellone dei bageagli è aperto e il vano bagagli è quasi pieno. 

Salita a bordo, stacco dal corrimano, in alto, un cartellone con il suo gancio a esse dove è scritto qualcosa e sull'altro lato il mio nome e cognome, credo sia un segna posto. Lo prendo e lo nascondo nella borsa di plastica con le camice.

Entro in camera e ripeto ad alta voce di essere sveglia, più  e più volte a me stessa e ad Andrea  che si sta riscuotendo dal sonno e non ha ben chiaro cosa stia succedendo, cosa mi stia succedendo. 

È assurdo! So di essere in Puglia e che a breve devo partire e non so dove ho lasciato le camice appena comprate. Mi dispiace non poterle indossare appena di ritorno, perché  è ancora estate,

Credo di averle lasciate da Milva (un'amica pendolare nella realtà) la casa dove risiede Milva è in disordine ci abita mia figlia  Camilla da sola (la casa della nonna?).

Sono di nuovo a casa mia, telefono a Carla la mia ex insegnante di scrittura creativa, mon risponde e le lascio um messaggio vocale, sempre per sapere se lei le ha viste, le camice. 

Sono sconcertata e in ansia. Torno in camera e all'ultim9 secondo noto ai piedi del letto un sacchetto di plastica, lo prendo e all'inerno noto con sollievo le camice e il cartello. Allora le avevo portate a casa. Ora posso partire


Martedì 6 gennaio 2026 Epifania

©️ Marzia Pasticcini


domenica 4 gennaio 2026

Sediamo tutti quanti attorno a un lungo tavolo imbandito sul patio della grande villa per festegginare un pranzo di matrimonio, nell'ultimo posto accanto al capotavola di sinistra vedo che manca una sedia, vado a cercarla.

Trovo una cameriera e prendo a discutere con lei le sue lamentele sull'organizzazione e sulla famiglia quando compare la sorella (*) di uno dei due festeggiati. Senza interrompere la conversazione cambio discorso alzando un tantino il tono della voce per non tradirmi e non farle capire di cosa invece stavamo parlando.

In tutto questo trambusto mi perdo per strada, costretta poi a fermarmi ad un tavolino di un ristorante all'aperto. Sono seduta col fianco destro rivolto all'entrata del ristorante e la mia sinistra dà sulla via dello struscio 

Ho preso un piatto di roast beef con contorno di funghi trifolati e saltati nel

sughetto della carne  e panna. È delizioso e mangio con gusto, le fettine di carne sono tenerissime, sottili e leggermente al sangue, si sciolgono in bocca. Solo un boccone non vuole andare giù, non mi sembra un fungo, sembra più un callo che non riesco a masticare e che sputo con discrezione in un fazzolettino di carta e che poi nascondo sotto il bordo del piatto, perché non so dove buttarlo.

In quel mentre mi si avvicina una cliente del bar-ristorante e lamenta che le ho mangiato il roast beef dal suo piatto. Io rimango allibita perché non me ne sono proprio accorta. Segue una discussione, s'intromette anche il tizio seduto alla mia sinistra. Ricurvo sul piatto con i capelli mossi, lunghi fin sotto le orecchie confabula qualcosa cui non presto orecchio. Poi non so se la tipa se ne va a lamentarsi col proprietario del locale perché la vedo sparire dietro la porta d'ingresso.

Guardo il cellulare, un vecchio Nokia con coperchio, non il mio cellulare abituale, per vedere se mi hanno cercato. C'è qualcosa ma non vedo messaggi specifici. Non ricordo se poi riesco a ritrovare la villa e il pranzo di matrimonio.

Domenica 4 gennaio 2026

 (continuazione del sogno precedente: Oltre la piscina il mare)

©️ Marzia Pasticcini



(*) somiglia all'attrice Francesca Einaudil

sabato 3 gennaio 2026

Oltre la piscina il.mare

Appena immersa nella piscina giro l'angolo a sinistra e lo sspecchio d'acqua azzurra siapre all'orizzonte e si confonde con il mare.  Non ci sono più confini oltre il muretto di fronte, tutto è aperto. 

Una Coppia di ciechi che entra in piscina con un forte senso di orientamento. È Posto esclusivo e una ragazza in piscina si lamenta della presenza di questi ciechi in un posto così esclusivo. 

La coppia si ferma  poi a un tavolino per mangiare. La padrona del locale e la stessa ragazza di prima sussurrano nell'orecchio di una dipendente che fa la cameriera qualcosa per farli alzare e mandare via. La cameriera è titubante nel fare ciò. Io sono testimone di quest'episodio e anche di ciò che era avvenuto in piscina di persona, perché ero lì in oersona mentre nuotavo. 

6La scena del ristorante la vedo sia di persona che su uno schermo di una TV in una cucina e rivolgendomi aCamilla  osservo quanto sia tremendo e difficile lavorare in un posto simile. Al che Camilla si volta verso destra e osserva la scena che si dipana sullo schermo.

Cibo e cose sparpagliati in  una casa in disordine. Prendo a raccogkiere gli abiti da terra. Arrivava un  tipo  che cerca mia sorella, non so di cosa parlino. Guardo l'orologio sono le 8 di mattina, ma è solo un'illusione sono appena le sette noto con sollievo.

Nella casa in cui stiamo, la casa di campagna di mia sorella c'è unobile basso lungo tutta la parere, è nero e con due ripiani a scaffali aperti con diversi libri che Andrea vorrebbe mettere in ordine buttandoli via. Io lo dissuado, E  prendo a spolveralo e rimetterli a posto implilandoli in verticale l'uno accanto all'altro. 

Prendo poi a spolverare anche il mobile a scaffali aperti nella stanza delle bambine dove sono riposte le loro bambole Polly Pocket. Sino talmente stracolmi che li spolvero solamente negli spazi liberi girando attorno agli oggetti. Su un ripiano non riesco a togliere incrostazioni lasciate da una colla.

In gita in campagna lungo la via alberata, superata la fila dei tanti tavolini in  legno, vedo che sono tutti occupati con sotto ognuno di essi uno o due frigoriferi da campeggio per i picnic dei partecipanti.

Ai piedi di un albero, una ragazza ha realizzato, scavando,una piccola vasca di pesci nella terra battuta. Si vedono i pesci che nuotano. Lei sta arredando l'albero sovrastante con sonagli mossi dal vento e un arazzo di colore azzurro che momentaneamente stacca per rimetterlo meglio. Io l'aiuto prendendo l'arazzo avvolto su se stesso e lo appoggio tra il bordo dell'area panchina e il tavolino.

un tipo che ha terminato di lavorare, forse in pensione,  sta pensando di organizzare arredare la casa forse la medesima di mia sorella. Lo vedi in piedi pensoso sul da farsi di fronte a un mobile nel corridoio.

Io penso che poi posso tornare quando voglio con mia sorella a riprendere qualche libro che ho salvato e lasciato lì.

Domenica 4 gennaio 2025

©️ Marzia Pasticcini