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venerdì 6 novembre 2026

Un gatto rosso all'improvviso (IA)


Cosa significa sognare di trovare un gatto rosso in casa, non sapere come e da dove sia entrato, cercare di mandarlo via, spazzare via le briciole sparse sul pavimento, accompagnare il gatto   con leggeri colpi di scopa per accompagnarlo fuori e il gatto che si mangia le briciole di pane?

6 novembre 2026

Interpretazione da IA

Questo è un sogno di confine. Di chi entra in casa tua senza permesso, e di come tu lo tratti.


*1. La casa sei tu*

In sogno la casa è quasi sempre la psiche, il tuo spazio interno. Un animale che entra senza che tu sappia da dove vuol dire: una parte di te è entrata senza che tu l'abbia invitata consapevolmente.


*2. Il gatto rosso*

Il gatto è indipendenza, istinto, parte selvatica che non si comanda. Rosso lo rende ancora più chiaro: vitalità, passione, rabbia, desiderio, creatività. Non è un gatto nero da paura, è rosso, caldo, visibile.


Non è un nemico, è una parte viva che si è fatta spazio da sola.


*3. Non sai come è entrato*

Questa è la parte chiave. Non hai lasciato la porta aperta tu. Vuol dire che questo istinto, questo desiderio, questa emozione, è arrivato da solo, senza il controllo della tua testa. E ti spiazza.


*4. Vuoi mandarlo via, ma con colpi leggeri di scopa*

Non lo cacci con violenza, non lo prendi a calci. Usi la scopa, lo strumento per pulire, e lo tocchi piano per guidarlo fuori.


È il tuo modo di mettere un limite gentile: "ti vedo, ma qui non puoi stare". Non lo rifiuti con rabbia, lo accompagni. È un atteggiamento molto maturo.


*5. Spazzi le briciole e lui se le mangia*

Le briciole di pane sono il nutrimento minimo, gli avanzi, le piccole cose rimaste a terra. Tu vuoi pulire, far sparire ogni traccia. Lui invece si nutre proprio di quelle.


Il messaggio è quasi ironico: quello che tu consideri sporco da eliminare, per lui è cibo. Quella parte istintiva di te non vuole un grande banchetto, le bastano le briciole. Si accontenta di poco, ma vuole restare.


Messo insieme, il sogno dice:

> Una parte passionale / istintiva è entrata nella tua vita senza che tu l'abbia scelta. Tu cerchi di tenerla fuori con educazione, di ripulire tutto, ma lei ti fa vedere che può nutrirsi anche di poco e non se ne va così facilmente.


Non è un sogno di paura, è un sogno di negoziazione. Non vuoi uccidere il gatto, vuoi decidere dove può stare.


Ti capita in questo periodo di sentire un desiderio o un'emozione che ti sembra "entrata da sola" e che stai cercando di tenere a distanza con gentilezza, senza fare scenate?

lunedì 26 ottobre 2026

La cartolibreria storica

Cosa significa sognare di trovare in una cartolibreria storica del proprio Paese un libro dell'eneide e un libro di poesie e filastrocche fonetiche e desiderare di comprarli?

26 ottobre 2026

Interprerazione da I.A.


È un sogno molto bello - parla di radici e di suono.


Non è tanto sui libri, è su cosa vuoi portare a casa con te.


*1. La cartolibreria storica del tuo Paese*

Non è una libreria qualsiasi. È un luogo di memoria, che esisteva prima di te. Sognarla vuol dire tornare in un posto dove la tua identità è già conservata. Ti senti in cerca di qualcosa che è tuo da sempre, ma che non hai ancora comprato, cioè fatto tuo consapevolmente.


*2. L'Eneide*

È il libro del viaggio, dell'esilio e della fondazione. Enea fugge da Troia distrutta e deve costruire qualcosa di nuovo portandosi dietro gli dei di casa.

Se sogni l'Eneide, spesso è in un momento in cui tu stesso stai tra due terre: una che hai lasciato e una che devi fondare. Vuoi un mito grande che dia senso al tuo spostamento, non solo sopravvivere ma avere una missione.


*3. Il libro di poesie e filastrocche fonetiche*

Questo è il contrario dell'Eneide. Non è epica, è infanzia, suono puro, lingua prima del significato. Filastrocche fonetiche = le parole per come suonano, non per cosa dicono.

È la parte di te che vuole tornare alla lingua madre giocata, cantata, al piacere di pronunciare. Forse studi o vivi in un'altra lingua (vivi a Firenze, ma il sogno dice "del proprio Paese") e senti bisogno di ri-sentire la tua lingua originaria come musica, non come traduzione.


*Desiderare di comprarli ma non sapere se li compri*

Il gesto è più importante dell'acquisto. Desiderare di comprare vuol dire: voglio interiorizzarli, pagarne il prezzo, portarli con me. Il fatto che il sogno si fermi sul desiderio è tipico - la tua mente sta decidendo se ti è permesso riprenderti entrambe le cose: la grande storia (Eneide) e la piccola storia sonora (filastrocche).


Insieme, i due libri dicono:

> "Voglio una radice nobile per giustificare il mio cammino, e una radice sonora per sentirmi di nuovo bambino nella mia lingua."


Ti capita spesso in questo periodo di sentirti tra due lingue o tra due case?

domenica 27 settembre 2026

Ristorante cinese


A pranzo con le colleghe di lavoro in un ristorante cinese, il pesce: carpacciò di salmone e strati sottili di sogliola -- viene servito direttamente sul tavolo di legno naturale, non ci sono piatti. 
Si possono usare  forchetta e coltello direttamente sul tavolo. Mi alzo per prendere alcuni spiedini ma il pesce svivola vis dal bastoncino, prendo quello che posso e riesco a prendere.

Giunta l'ora del rientro, ci aspetta nel piazzale la mia capoufficio sotto un ombrellone rosso talmente ampio da riparararci tutte quante e con un manico imponente di legno massiccio dalle sembianze di un tronco di pino. Fa fatica a trattenerlo per le raffiche di vento.

Nell'avvicinarmi all'ombrellone, noto che il ciocco di legno,  tratto da un tronco di pino, gli è praticamente accanto e che il manico dell'ombrellone non è  poi così ampio e dalla corteccia così ruvida. 


Le vado in soccorso afferrando con forza il manico dell'ombrellone per renderlo più stabile. E all'improvviso vengo sospinta in alto. E come se planassi, mossa dal vento o da una forza invisibile antigravitazionale, le sorvolo.

 ©️ Marzia Pasticcini
Domenica 27 settembre 2026


domenica 13 settembre 2026

La pietra nera


Siamo un gruppo di persone in un interno alla ricerca dell'uscita muovendoci in un dedalo di stanze, sale e saloni. È una ricerca èstenuante per finire a dover passare dall'unica via di uscita: la sala della pietra nera.

È una sala chiusa al pubblico con esposta nel centro una grande pietra nera, sembra un enorme cristallo grezzo di due o tre metri di lunghezza e molto ampio. Non c'è altra modo di uscire se non girarle intorno sfiorando quasi la punta incandescente.

Siamo allibiti, preoccupati ed infastidi dal fatto che l'amministrazione locale non abbia fatto mai niente per spengerla. È  dal 1915 che è accesa e ogni tanto s'infiamma illuminandosi dall'interno.

Domenica 13 settembre 2026

©️ Marzia Pasticcini


venerdì 10 aprile 2026

Test di realtà e stabilizzazione di Fase toccando i muri


Frequento il jet set e sono ospite in una villa e, insieme a un gruppo di persone,  faccio il tour esplorativo della casa.

Attraversiamo un lungo e ampio corridoio, dalle  pareti rivestite in pietra serena dal design particolare: lastroni rettangolari la cui sagoma e rifinitura punzonata ricorda la superficie dei biscotti e dei crackers. 

Alla vista di tale curiosa architettura, percepisco che quello è il momento giusto per fare un test di realtà o tecnica di "stabilizzazione di fase", toccando i muri della casa, per avere una percezione più nitida e dettagliata di dove mi trovi, se nella realtà di tutti i giorni o se in un ambiente astrale. 

Ma è tutto così reale e solido al tatto e, accanto e dietro me, ci sono così tante persone, che mi vergogno di esprimere ad alta voce: "sono desta o sto sognando?". Esprimo tutta la mia meraviglia e il mio stupore dicendo invece: "oh che bei muri... oh che belle pareti..." spostandomi a zig zag da sinistra a destra e viceversa, passando il palmo delle mani sulle superfici, imitata dagli altri visitatori.

E intanto continuo a pensare che "forse è meglio continuare a scrutare e toccare l'ambiente attorno a me, nel caso fosse un sogno lucido, non si sa mai!", per poi ritrovarmi sveglia nel mio letto.

©️ Marzia Pasticcini 

Venerdì 10 aprile 2026


giovedì 9 aprile 2026

Sogno lucido con Dwayne Douglas Johnson


Mi trovo all'interno di un edificio vuoto. Sgattaiolando  per un lungo corridoio, mi dirigo  velocemente dall'altra parte dell'appartamento, passando di stanza in stanza, per raggiungere l'ufficio prima di svegliarmi. So di stare sognando e che voglio fare sesso con il contabile il più presto possibile prima di svegliarmi.

Arrivo trafelata ed emozionata nella sua stanza, lui, il contabile: Dwayne Douglas Johnson,  siede dietro la scrivania con la sua camicia bianca luminosa aperta ai primi tre o quattro bottoni. Il petto scuro lucido invitante. 

Gli corro incontro togliendomi la maglia dalla testa e il reggiseno e avvicinando il mio seno alle sue mani e al suo viso. Lui mi guarda con aria sorpresa. Sto per fare sesso, ma l'emozione, fuori controllo, mi fa precipitare nello stato di veglia e mi ritrovo nel mio letto.


sabato 17 gennaio 2026

Frammenti vari 17 gennaio 2026


Ospite inatteso 

Sono in una cucina molto grande e sto lavando ad un lavabo di pietra molto profondo; lo risciacquo e noto al tatto e con disagio che sul fondo è rimasta incollata una sostanza gelatinosa, si direbbero alghe sfatte. Faccio scorrere l'acqua, ma i resti sono difficili da mandare via del tutto, resta ancora della gelatina verdognola sul fondo e sulle pareti. 

In quel mentre in  casa mia è arrivata Silvia Manganelli che non ho potuto salutare poiché impegnata in questo lavoro; me ne rendo conto.  Mi volto più volte a guardarla, senza salutarle, mentre sto riordinando la cucina con una certa ansia e lei sta parlando con altri che sono in casa e che l'hanno accolta con sorrisi, facendosi porgere il cappotto,

sensazione di fastidio al contatto di questa sostanza gelatinosa, disagio purché impreparata per un ospite inatteso.


Il capannone dell'usato 

Andrea ha comprato un paio di scarpe usate di colore beige.  Mi porta con sé a ritirarle. Appena arrivati sembra di essere in un capannone dismesso ad uso raccolta di cincaglierie,  abiti e oggetti usati. 

Una scatola di cartone con vari oggetti tra cui alcuni i libri attira la mia attenzione perché sono molto curiosa. Vorrei prendere qualcosa, i libri soprattutto, però mi limito a guardarli, maneggiarli e rimetterli a posto.

Al di sotto di uno scaffale, proprio sotto il bordo è  fissato un oggetto rettangolare, potrebbe essere un iPad o un telefono. Andrea mi dissuade dal prenderlo perché la contrattazione e la prenotazione sono già state attivate,  da qualcun altro, il prezzo fissato e la transazione effettuata. Fuori c'è molta gente che sta facendo la fila per poter entrare nel capannone. 


La casa povera

Sulla soglia della porta d'ingresso  di una casa al pian terreno, sono impilati e piegati panni, per lo più intimo: magliette e mutande che formano delle torrette di indumenti che quasi impediscono l'accesso alla casa.

Apriamo la porta, scavalcando la pila dei panni che poi ritiro e porto dentro la casa. Li ripongo in un paniere di plastica rosa che ricorda il panierino della scuola materna dove ci si metteva il pranzo.

Nell'angolo In fondo alla grande e unica stanza antistante la porta d'ingresso, è seduta sul pavimento, a gambe divaricate, una bambina piccola. Usando il diminutivo e il vezzeggiativo le chiedo: "dove li metto questi pannini? Perché nel guardarmi intorno, vedo che la casa è povera e non ci sono mobili contenitori.


Il ballo delle zie

Sono seduta con Andrea sul divano quando arrivano due donne con indosso vestiti da sera un po' strani e stravaganti dalla gonna molto svasata. Mi alzo e vado verso di loro e facciamo un balletto anch'io con indosso un abito dalla gonna svasato.  Credo siano le sue zie da giovani.

Sabato 17 gennaio 2026

©️ Marzia Pasticcini