Cookies' Blog

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martedì 15 luglio 2025

Scale e rossetti


Sono in un negozio di alimentari. Alcune persone mi ostruiscono il passaggio. Così le supero camminando sul bordo rialzato del pavimento che corre lungo la parete di sinistra, un bordo molto stretto su cui mi inerpico e che percorro con facilità e velocità. Afferro i prodotti per la colazione: un sacco di brioche e altro.

Cambio di scena

Questa volta sto salendo su una scala a vista di un interno, i cui  gradini sembrano sospesi in aria. La sala sottostante è affollata per qualche evento mondano. Arrivata un po’ prima dell'ultimo gradino, getto uno sguardo alla sala e alla gente sottostante, cercando di mostrare indifferenza, perché  alcuni oggetti posti in mostra sul bordo in alto del mobile addossato alla ringhiera della scalinata attirano la mia attenzione. Sono curiosa, ma non voglio che qualcuno se ne accorga.

Sono scatolette di cosmetici, rossetti per lo più di cui mi voglio impossessarsi. Uno in particolare mi attira per il colore rosa fluorescente che mi sembra indovinare dal coperchio, ma quando lo esamino, il rossetto all'interno è di un colore più tenue, tendente al beje. Svito altri astucci furtivamente e mi rendo conto con disappunto che sono per lo più usati e alcuni rovinati, dall'aspetto granuloso per la presenza di granelli di polvere e briciole di pane.


Martedì 15 luglio 2025

©️ Marzia Pasticcini

mercoledì 9 luglio 2025

Questo è un sogno, questo è un sogno, questo è un sogno

Sono in gita in una città straniera con i miei colleghi e colleghe d'ufficio fra cui c'è Sonia. 

Ci fermiamo in un'area balneare, una piscina. È  uno spazio ampio, credo che al posto dell'acqua ci sia sabbia e il bordo della piscina è un muro alto e stretto. Siamo sedute sul bordo della piscina con le gambe penzoloni. È l'ora di andare via, ma non si può passare se le ultime sedute sul muro non si alzano e se ne vanno per prime.

Il resto del gruppo proviene da una stanza interna alla mia destra -- io sono l'ultima seduta sul muro -- una stanza in cui non sono stata e di cui sono curiosa. Voglio vedere che cosa c'è. 

Appena se ne sono andate tutte, mi avvio di corsa per dare una fugace occhiata: è un ambiente ampio, ci sono tavoli, sedie, persone, sembra una biblioteca. Ma è tardi, devo raggiungere le altre. Mi vesto alla svelta, mi lascio addosso il costume e metto solo un paio di scaldamuscoli e un coprispalle. 

Appena in strada vedo che l'autobus è partito.         

Cerco il telefono per chiamare Sonia. Rovisto nella borsa e trovo un vecchio cellulare Nokia senza SIM. Lo rimetto dentro e viene fuori un vecchio telefono bianco Telecom con tastiera."Questo è un sogno, Questo è un sogno, Questo è un sogno!",  mi ripeto più volte, anche se è tutto reale. 

Sono consapevole che tutto è reale, ma non si sa mai. Meglio ripeterlo all'infinito. Sto pensando questo, quando mi sento chiamare da un ragazzo e una ragazza, due partecipanti alla gita che come me sono rimasti a piedi. Decidiamo di tornare a piedi come se facessimo una passeggiata. Ci ritroviamo così in un quartiere silenzioso, pieno di pace, con case  accoglienti."Che bello perdersi, se non ci si perde non si scoprono mai le cose nuove! Che bello vivere in un ambiente così, senza mezzi e senza preoccupazioni!" dico io mentre apprezzo le architetture locali:  palazzine a due piani, per me molto esotiche, con le loro finestre, il verde, gli uccellini e la pace del paesaggio. Camminiamo e ci ritroviamo in Churchill Road che prendo a osservare e che mi ricorda Haruyoshi il mio amico Giapponese, penso di scattare una foto e inviargliela.                      


©️ Marzia Pasticcini

 mercoledì 9 luglio 2025