Cookies' Blog

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martedì 23 dicembre 2025

Il Palazzo


Sto correndo appresso alla mia collega sul ghiaino che mi dà fastidio sotto la pianta dei piedi nudi. Vorrei librarmi in volo, ma continuo a camminare nonostante il dolore. Finalmente raggiungo i gradini che conducono al portone del palazzo. Entrata nell'androne,  percorro la prima rampa di scale quando il custode mi ferma.

“Mi manda il mio assessore…” mi giustifico. “La mia collega è appena entrata!”. Ma per quanto mi sforzi per spiegarmi, lui non vuole sentire ragioni e mi fa scendere, nel mentre vedo due tizi entrare dal portone d'ingresso: un ragazzino di circa 11 anni e un giovane adulto, entrambi dai capelli rossi. Penso a quanta responsabilità debba avere un custode di Palazzo a chi far entrare e a chi impedire l'ingresso. Potrebbero essere delinquenti o terroristi. Nel frattempo vedo sopraggiungere, sul balcone sovrastante, la mia collega, comparire di fretta da destra verso sinistra.

“Sonia, ti posso dare una mano?” le chiedo.

Si sofferma un attimo e, con un sorriso beffardo, scuote la testa e mi dice di no. Perplessa, rimango per un po’ interdetta e poi giro i tacchi e me ne vado di fretta, perché mi sono rotta le scatole.


Martedì 23 dicembre 2025

©️ Marzia Pasticcini 

lunedì 22 dicembre 2025

Il profumo


Sto riempiendo una piccola boccetta di profumo e la porgo all’uomo in piedi alla mia sinistra. Tenendola fra l'indice e il pollice della mano sinistra, la alza contro luce per verificare il livello del colore dorato che si illumina. Non so che ruolo io abbia in questa situazione, ma non appena metto via o faccio portare via il contenitore a forma di gabbia, noto che sul fondo è rimasta un'unica boccetta di profumo dimenticata, simile alla classica boccetta di Guerlain con il tappino a forma di tetto spiovente.

"Ferma, un attimo…” dico rivolgendomi alla donna appena sopraggiunta per portare via la gabbia-contenitore. 

Recupero la boccetta mignon da circa 10 o 15 ml, la tengo fra il pollice e l'indice della mano sinistra, la stappo e aspiro l'odore del.liquido dorato. Sa di Chanel n. 5, un profumo talcato con un sentore pungente. L'uomo mi confessa che è il profumo che avrebbe scelto la moglie, in piedi alla mia destra, silenziosa, la testa abbassata, le mani sul grembo.

“SÌ, era questo il profumo che voleva, lo aveva visto in una pubblicità…”, dice l'uomo.

Nella boccetta c'è un frammento di qualcosa scivolato dentro. Vengo a sapere che è stato riaperto il caso.

Andando a ritroso mi vedo scivolare lungo  una strada in discesa che si estende all'orizzonte a gran velocità, non so con quale mezzo. E poi  intenta a scrivere qualcosa, un tema letterario, un racconto, o piuttosto un riassunto sullo stile di Jane Austen. È mia madre che mi ha dato questo compito. Non sono a capo di niente quando dice che il tempo per la consegna delle composizioni è quasi finito. Ma ho con me gli auricolari e i testi dei libri da recensire, così leggo e ascolto alcuni brani senza farmi vedere.


Lunedì 22 dicembre 2025

©️ Marzia Pasticcini

domenica 21 dicembre 2025

La piazza


“Ma dove sei?” domanda al cellulare Carla, la mia ex insegnante di scrittura creativa.

“Mah… sono in una piazza” azzardo mentre mi guardo attorno.

Davanti a me si apre uno spazio racchiuso fra due strade a scorrimento veloce. Una piccola piazza, con pini, aiuole e panchine, di cui non conosco il nome. Non è la mia città. 

Cerco qualche punto di riferimento che possa dare a Carla maggiori indicazioni. Mi sposto sul marciapiede della piazza antistante una delle due strade dove scorrono auto e altri mezzi rumorosi. Ferma sul cordolo, il cellulare all'orecchio, guardo di fronte a me, vedo la porta di un locale privo di insegna, probabilmente è un ristorante o una trattoria.

“Non so dove sono!”. Più avanti, pochi metri a sinistra c'è una intersezione con un'altra via priva di segnaletica. 

In alto, dalla parete che fa angolo, sporge l'ultima o la prima lettera di un'insegna luminosa a lettere singole. È stondata e rossa.

“Ahh… sono alla Coop!” le rivelò alla fine anche se non conosco la via.

Lei lo sa, ha capito e poco dopo ecco che arriva e si accosta all'angolo del  marciapiede di fronte alla Coop, troppo radente al muro. Faccio per salire dalla parte del passeggero, nel mentre sopraggiunge una ragazzina proveniente dal locale privo di insegna.

“Salite dietro…dall'altra parte!”, ci ordina Carla.


Domenica 21 dicembre 2025

©️ Marzia Pasticcini


sabato 13 dicembre 2025

IL MONOPATTINO


A bordo di un monopattino, sto percorrendo una strada fuori città che costeggia la campagna su ambo i lati. 

Il manto stradale è asfaltato e cosi accelero premendo un tasto sul manubrio sinistro. Viaggio dolcemente e senza pensieri. Ogni tanto rallento, premendo il tasto del freno sul manubrio destro, quando  l'asfalto è rotto e in presenza di buche che scanso con facilità. Proseguo così per un po’, per fermarmi in una strada di campagna ad una Fontanella d'acqua per fare rifornimento.

Mi si accosta un bambino curioso di circa 8 o 9 anni. Vuole sapere cosa faccio. Gli confesso che il monopattino va ad acqua e che devo riempire il serbatoio.

Prendo a togliere strato dopo strato ogni cosa che era all'interno del monopattino e li appoggio sul muretto sovrastante la fontanella stando attenta ad impilare una sull'altra tutte le cose estratte per non farle cadere e cercare poi  il motore e la tanica. 

Mi ritrovo poi all'interno di una casa di campagna, probabilmente la casa del bambino, dove una donna anziana seduta di fronte a me, sicuramente la nonna, mi mostra i muri interni della casa che sono bianchi, bianchissimi e molto spessi. Mentre me li mostra e descrive mi avvicino a una parte e la tocco col palmo della mano sinistra quasi per constatarne la consistenza.

Ho poi la sensazione di avermi lasciato qualcosa alle spalle, dato che ogni tanto semino  gli oggetti ovunque,

Ah… il motore del monopattino… ho viaggiato senza motore!?

Mi accompagna il bambino, suggerisce la nonna, a bordo della sua bicicletta, io lo seguo a bordo del mio monopattino per tutto il percorso fino alla fontanella.

Sabato 13 dicembre 2025

©️ Marzia Pasticcini


lunedì 1 dicembre 2025

Vinile


Sono a casa di una famiglia albanese. Una vecchia mi porge un vinile sporco, mi chiede di lavarlo. 

Vado in bagno, lo lavo sotto l'acqua corrente e un po' di sapone liquido. Non ho niente con cui asciugarlo. 

Così mentre mi avvicino in cucina, varcata la porta fra una stanza e l’altra, vedo in un angolo della cucina alcuni canovacci colorati appesi ad un gancio, come si trovano in tutte le case. 

A quella vista sarei tentata di far notare a mio marito dove anche loro tengono gli stracci per asciugare i piatti.  A  mio marito non piacciono, vorrebbe li tenessi in un cassetto o agganciati all'interno dell'anta della cucina, sotto il lavabo, e non in vista. È nella realtà della veglia che non gli piacciono, ed è sempre quando è arrabbiato che li vede, altrimenti non ci fa caso. 

Vorrei proprio trascinarlo lì per farglieli vedere, quei canovacci appesi.

Ne stacco uno e prendo ad asciugare il disco. Però è peggio di prima, ci sono  macchie di olio tonde sulla superficie, indelebili.  Torno nella stanza e  porgo il disco alla vecchia. Lei lo mette sul piatto,  abbassa il braccio e la puntina si adagia sul solco producendo un fruscio che dura qualche secondo. Segue poi una musica  e una voce di donna che canta.  

Mi sembra di sentire qualche altra voce, qualche altro suono di sottofondo un po’ inquietante e non so se il disco è rovinato.


Lunedì 1 dicembre 2025

©️ Marzia Pasticcini

lunedì 24 novembre 2025

TANE SOTTERRANEE



Vedo un intrico di tane sotterranee, come nell'immagine, all'interno delle quali, invece di animali, vedo con stupore coppie che copulano in tutte le posizioni.

Lunedì, 24 novembre 2025

©️ Marzia Pasticcini

mercoledì 12 novembre 2025

Esperienze oniriche



Partendo a ritroso dall'ultima immagine, mentre mi avvicino al marciapiede di una piazza per attraversare la strada, vedo seduti su una panchina due ragazzi all’apparenza spagnoli che sembra parlino napoletano.

Io e mia figlia siamo uscite da un locale di lusso dove la proprietaria aveva fatto uscire alcuni intrusi, prima con le buone, poi alzando la voce e infine gridando a squarciagola.

Stiamo ora  sorvolando la città di notte, una città gotica illuminata da luci dorate. Passiamo lentamente sopra palazzi con torrette smerlate simili alla cattedrale di Notre Dame e palazzi fitti e un reticolato di vie. Siamo sospese nel vuoto tenendoci salde a qualcosa come a una sbarra di ferro.

L'immagine successiva, che poi andando a ritroso è la precedente, mi vede in compagnia di qualcuno, forse mia madre, nei pressi di un ascensore. Una fila interminabile di persone attende di salire. C’è troppa gente, allora ci spostiamo a sinistra verso l’interno del palazzo dove c’è un altro ascensore che nessuno o pochi altri conoscono. Saliamo al settimo piano. Nell’ultima e prima immagine sono nella mia città a una festa dove sono arrivati Franchino un mio ex collega con alcuni amici e amiche. Data la mia pigrizia non avrei mai pensato di muovermi con un mezzo per andare a una festa. Ma sono ben disposta e contenta di partecipare a questa senza che mi sia dovuta muovere. Tengo un bicchiere di whisky in mano e lo sorteggio di tanto in tanto. Mi vanto di bere superalcolici. Una ragazza, amica di Franchino, mi sorride, guardandomi con aria sorpresa. È compiaciuta, mi fa i complimenti.

“Eh sì” le dico “Ho fatto tante esperienze, sì… perché io sogno. Vivo tante vite!”.

Lei è ancora più sorpresa e compiaciuta per questa mia rivelazione.


Mercoledì 12 novembre 2025

©️ Marzia Pasticcini