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martedì 6 gennaio 2026

Falso risveglio in casa mia

Sono sveglia in camera mia, mi guardo attorno, Andrea è ancora a letto, Vedo tutti gli oggetti e i mobili, però so di essere in Puglia. Sono sveglia, ne sono sicura. Mi sposto nel salotto di casa mia, prendo le cose che devo portare via. Anche se sono in casa mia e vedo i  mobili, le stanze e tutti gli oggetti familiari, so di essere in Puglia.

Gli autobus stanno per partire e mi mancano solo alcune cose da mettere nei bagagli prima della partenza. Cerco le camice che ho appena comprato; una rosa, una azzurra ed altre che erano in una borsina di plastica.

I bus sono pronti per partire e molte ragazze che erano in gita sono già salite a bordo e siedono comodamente. Il portellone dei bageagli è aperto e il vano bagagli è quasi pieno. 

Salita a bordo, stacco dal corrimano, in alto, un cartellone con il suo gancio a esse dove è scritto qualcosa e sull'altro lato il mio nome e cognome, credo sia un segna posto. Lo prendo e lo nascondo nella borsa di plastica con le camice.

Entro in camera e ripeto ad alta voce di essere sveglia, più  e più volte a me stessa e ad Andrea  che si sta riscuotendo dal sonno e non ha ben chiaro cosa stia succedendo, cosa mi stia succedendo. 

È assurdo! So di essere in Puglia e che a breve devo partire e non so dove ho lasciato le camice appena comprate. Mi dispiace non poterle indossare appena di ritorno, perché  è ancora estate,

Credo di averle lasciate da Milva (un'amica pendolare nella realtà) la casa dove risiede Milva è in disordine ci abita mia figlia  Camilla da sola (la casa della nonna?).

Sono di nuovo a casa mia, telefono a Carla la mia ex insegnante di scrittura creativa, mon risponde e le lascio um messaggio vocale, sempre per sapere se lei le ha viste, le camice. 

Sono sconcertata e in ansia. Torno in camera e all'ultim9 secondo noto ai piedi del letto un sacchetto di plastica, lo prendo e all'inerno noto con sollievo le camice e il cartello. Allora le avevo portate a casa. Ora posso partire


Martedì 6 gennaio 2026 Epifania

©️ Marzia Pasticcini


domenica 4 gennaio 2026

Sediamo tutti quanti attorno a un lungo tavolo imbandito sul patio della grande villa per festegginare un pranzo di matrimonio, nell'ultimo posto accanto al capotavola di sinistra vedo che manca una sedia, vado a cercarla.

Trovo una cameriera e prendo a discutere con lei le sue lamentele sull'organizzazione e sulla famiglia quando compare la sorella (*) di uno dei due festeggiati. Senza interrompere la conversazione cambio discorso alzando un tantino il tono della voce per non tradirmi e non farle capire di cosa invece stavamo parlando.

In tutto questo trambusto mi perdo per strada, costretta poi a fermarmi ad un tavolino di un ristorante all'aperto. Sono seduta col fianco destro rivolto all'entrata del ristorante e la mia sinistra dà sulla via dello struscio 

Ho preso un piatto di roast beef con contorno di funghi trifolati e saltati nel

sughetto della carne  e panna. È delizioso e mangio con gusto, le fettine di carne sono tenerissime, sottili e leggermente al sangue, si sciolgono in bocca. Solo un boccone non vuole andare giù, non mi sembra un fungo, sembra più un callo che non riesco a masticare e che sputo con discrezione in un fazzolettino di carta e che poi nascondo sotto il bordo del piatto, perché non so dove buttarlo.

In quel mentre mi si avvicina una cliente del bar-ristorante e lamenta che le ho mangiato il roast beef dal suo piatto. Io rimango allibita perché non me ne sono proprio accorta. Segue una discussione, s'intromette anche il tizio seduto alla mia sinistra. Ricurvo sul piatto con i capelli mossi, lunghi fin sotto le orecchie confabula qualcosa cui non presto orecchio. Poi non so se la tipa se ne va a lamentarsi col proprietario del locale perché la vedo sparire dietro la porta d'ingresso.

Guardo il cellulare, un vecchio Nokia con coperchio, non il mio cellulare abituale, per vedere se mi hanno cercato. C'è qualcosa ma non vedo messaggi specifici. Non ricordo se poi riesco a ritrovare la villa e il pranzo di matrimonio.

Domenica 4 gennaio 2026

 (continuazione del sogno precedente: Oltre la piscina il mare)

©️ Marzia Pasticcini



(*) somiglia all'attrice Francesca Einaudil

sabato 3 gennaio 2026

Oltre la piscina il.mare

Appena immersa nella piscina giro l'angolo a sinistra e lo sspecchio d'acqua azzurra siapre all'orizzonte e si confonde con il mare.  Non ci sono più confini oltre il muretto di fronte, tutto è aperto. 

Una Coppia di ciechi che entra in piscina con un forte senso di orientamento. È Posto esclusivo e una ragazza in piscina si lamenta della presenza di questi ciechi in un posto così esclusivo. 

La coppia si ferma  poi a un tavolino per mangiare. La padrona del locale e la stessa ragazza di prima sussurrano nell'orecchio di una dipendente che fa la cameriera qualcosa per farli alzare e mandare via. La cameriera è titubante nel fare ciò. Io sono testimone di quest'episodio e anche di ciò che era avvenuto in piscina di persona, perché ero lì in oersona mentre nuotavo. 

6La scena del ristorante la vedo sia di persona che su uno schermo di una TV in una cucina e rivolgendomi aCamilla  osservo quanto sia tremendo e difficile lavorare in un posto simile. Al che Camilla si volta verso destra e osserva la scena che si dipana sullo schermo.

Cibo e cose sparpagliati in  una casa in disordine. Prendo a raccogkiere gli abiti da terra. Arrivava un  tipo  che cerca mia sorella, non so di cosa parlino. Guardo l'orologio sono le 8 di mattina, ma è solo un'illusione sono appena le sette noto con sollievo.

Nella casa in cui stiamo, la casa di campagna di mia sorella c'è unobile basso lungo tutta la parere, è nero e con due ripiani a scaffali aperti con diversi libri che Andrea vorrebbe mettere in ordine buttandoli via. Io lo dissuado, E  prendo a spolveralo e rimetterli a posto implilandoli in verticale l'uno accanto all'altro. 

Prendo poi a spolverare anche il mobile a scaffali aperti nella stanza delle bambine dove sono riposte le loro bambole Polly Pocket. Sino talmente stracolmi che li spolvero solamente negli spazi liberi girando attorno agli oggetti. Su un ripiano non riesco a togliere incrostazioni lasciate da una colla.

In gita in campagna lungo la via alberata, superata la fila dei tanti tavolini in  legno, vedo che sono tutti occupati con sotto ognuno di essi uno o due frigoriferi da campeggio per i picnic dei partecipanti.

Ai piedi di un albero, una ragazza ha realizzato, scavando,una piccola vasca di pesci nella terra battuta. Si vedono i pesci che nuotano. Lei sta arredando l'albero sovrastante con sonagli mossi dal vento e un arazzo di colore azzurro che momentaneamente stacca per rimetterlo meglio. Io l'aiuto prendendo l'arazzo avvolto su se stesso e lo appoggio tra il bordo dell'area panchina e il tavolino.

un tipo che ha terminato di lavorare, forse in pensione,  sta pensando di organizzare arredare la casa forse la medesima di mia sorella. Lo vedi in piedi pensoso sul da farsi di fronte a un mobile nel corridoio.

Io penso che poi posso tornare quando voglio con mia sorella a riprendere qualche libro che ho salvato e lasciato lì.

Domenica 4 gennaio 2025

©️ Marzia Pasticcini




Lasciati a piedi


Ho soggiornato in una casa con la mia  famiglia e dovrei rifare le valige ma i panni e le cose da riordinare sono tante anche troppe. Nella camera regna il disordine è  indumenti intimi sono sparpagliati sul letto a vista.

La mia auto giù in strada, la vedo dal balcone (una polo blu che da anni non ho più) è come se avessa vita propria. La vedo arrivare senza alcun pilota a bordo. Cerca di parcheggiare mentre io dal balcone le do indicazioni di manovra: "Vieni avanti piccina" la esorto.

Va un po' indietro, poi in avanti e all'improvviso se ne va lasciandoci a piedi. La sensazione è di sgomento, come faremo a rientrare.

Sabato 3 gennaio 2025

©️ Marzia Pasticcini


 

giovedì 1 gennaio 2026

Frammeniti 1 gen 2026

Attraverso la strada vedo due tizi in bottega da Andrea. Entrando do loro il buongiorno. Uno è zio Romano che ha fissato con Andtea di andare a mangiate da  mia madre.

In strada però incontro Giusy e Andrea su due mito grosse. Sulla mito di Andrea è montata una struttura a baldacchino con sopra legato il.gatto. Mi dispiace che abbiate già fissato.

Galline che mangiano i gusci delle arachidi sparse per rerra 

Secchio di acqua sporca, acqua e feci fino al bordo. L'acqua si è versata in terra. Prendo uno spazzolino per pulire. Ci sono i miei libri in tterrazze per fortuna non si bagnano.

Fila di persone a fare la spesa, tocca a me. Chiedo alla commessa se ha l'arrosto, ne vedo uno non molto grosso e già cotto, un cilindro ovoidale perfetto.

Giovedì 1 gennaio 2026

©️ Marzia Pasticcini