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mercoledì 14 gennaio 2026

GATTO SELVATICO

Cammino per strada rasente un muretto dietro cui si nasconde un gatto selvatico. Da sopra al muretto vedo spuntare una zampina che allunga per potermi toccare.

Cerca di afferrarmi con gli unghioli; mi si attacca ai vestiti, alle mani. Mi afferra al polso senza mordere e non mi lascia andare. Poi la stretta si fa più forte. Sento sulla pelle la punta dei canini che stanno per penetrare nella carne. Preoccupata lo scuoto via. Con un balzo scende a terra e si attacca al bordo della coperta che tengo in braccio, p0i scende giù 

Attraverso un confine, è il retro di un locale non so se sia un ristorante, è dove tengono i panni tesi e su un ripiano ci sono i miei cencini bagnasciuga in microfibra colorati, così me li riprendo. Loro, i proprietari del locale, me lo lasciano fare.  Ho anche una sveglia e la coperta.

Scendo un gradino e mi ritrovo in strada. Dietro le macchine parcheggiate vedo alcune bancarelle di un mercatino. Sono senza soldi e in mano ho tutta  questa roba ingombrante. Sulla prima bancarella vedo esposti piccoli oggetti,  cinchaglierie da piccolo antiquariato: una vecchia confezione di profumo Opim di Yves Saint Lauent, ma è  un'imitazione anche se la scatola rossa e dorata sembra autentica.

La venditrice mi mette a disposizione varie boccettine mignon di profumi. e mi chiede se voglio la carta fedeltà, al che imi rendo conto che non ho soldi, allora me ne vado e ritorno sul muretto. Il  gatto esce fuori di nuovo con la zampina e poi salta giù dal muretto e balza giù a terra aggrappandosi a un angolo della coperta che tiro via di scatto, coperta e gatto.

Non so per Per quale motivo mi si è messa a pulire il bordo del muretto con una spazzola o una scopa. In qyel mentre passa un tipo che forse lavora al ristorante e dice: "mi sta sui coglioni questo gatto! ". Il gatto mi afferra il polso fra i denti senza farmi male e non mi vol mollare e poi comincia a dare morsettini piccoli piccoli fino a che incomincia a farsi sentire i suoi denti e lo scuoto dico basta!

È già buio, penso ad un angolo di casa mia ad alcuni oggetti di culto di colore rosso e una candela nera per evocare la notte e la germinazi9ne delle piante. Sono fiorite due piante una bianca e una che non tenevo nel vaso ma aveva già le radici ben fatte ma non trovo un vaso dove piantarla. 

Alla base il gelsomino è completamente vuoto c'è un gambo completamente spoglito però ha germogli nuovi. Non so perché ma il gambo è completamente spoglio, senza una foglia e non è di legno normale del gelsomino, ma è di un verde dall'aspetto gommoso intrecciato a torciglione sembra una colonna avvolta su sé stessa di gomma.

Di fronte alla vetrina di un locale una mia collega tira fuori un tablet per mostrarmi un video di qualcosa che è successo, Sono fuori con Andrea c'è una selva di persone e Andrea è impaziente, se ne vuole andare. Non ne può più. Insiste a chiamarmi  e non mi dà il tempo di parlare con le persone.

Ci salutiamo, mentre lei volta le spalle e si dirige verso il locale, io, in preda all'ansia e indispettita, con passo veloce, raggiungo Andrea che nel frattempo si è allontanato senza aspettarmi. Ma non appena lo affianco, sento qualcosa di pesante e ingombrante nella tasca sinistra del soprabito: il tablet... 

Senza aggiungere altro, né chiarire ciò che è successo, giro i tacchi aggiungendo un semplice "Aspetta un attimo!" a gran passi raggiungo la tipa  e le restituisco il tablet. Lui è ancora più arrabbiato. È ancora l' eco dei suoi richiami nelle orecchie. 

Tornata indietro,  lui non c'è più, non mi ha aspettato. Cammino da sola lungo una strada buia di notte.  Passo davanti a un locale sulla mia sinistra, supero un tavolino da bar dove siedono tipi poco raccomandabili. Proseguo dritto a passo svelto, lo sguardo a terra in preda a sensazioni di solitudine e abbandono per mancanza di rispetto nei miei confronti e sentimenti: ho bisogno di tempo per parlare e comunicare con le persone.

Mercoledì 14 gennaio 2026

©️ Marzia Pasticcini 

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